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Illustrazione studio clinico PACT-21

DONAZIONE A SUPPORTO DELLO STUDIO CLINICO PACT-21

Nei giorni scorsi la nostra associazione Codice Viola ha donato 30.000 euro a supporto dello studio clinico PACT-21 per pazienti con tumore del pancreas resecabile e borderline.

Le motivazioni che hanno portato Codice Viola a decidere di finanziare questo studio sono le seguenti. PACT-21 è uno studio:

  • randomizzato di Fase II: l’obiettivo clinico è il confronto tra due schemi chemioterapici pre-operatori, o neoadiuvanti, in pazienti affetti da adenocarcinoma del pancreas resecabile e borderline, ovvero ai limiti della resecabilità. I due schemi sono l’mFOLFIRINOX e il PAXG. La ‘randomizzazione’, attribuzione casuale dei pazienti ad uno dei due gruppi, è garanzia di qualità dei risultati dello studio.
  • indipendente: finanziato da alcune associazioni pazienti a garanzia del perseguimento di obiettivi clinicamente rilevanti. In altre parole i ricercatori non sono soggetti a potenziali pressioni da parte di sponsor del mondo farmaceutico.
  • multicentro: la partecipazione di 22 ospedali distribuiti sul territorio nazionale, di cui alcuni nel centro-sud del paese. Un aspetto particolarmente importante, quest’ultimo, dal momento che contribuirà a diminuire lo svantaggio in termini di offerta di cura per quelle regioni del nostro paese. 

Allo scopo di fornire alla comunità dei pazienti e dei loro familiari aggiornamenti sull’avanzamento di PACT-21, abbiamo chiesto ai responsabili dello studio evidenze sul numero dei pazienti arruolati nei vari centri e riscontri intermedi sui risultati clinici raggiunti di cui vi daremo visibilità nel corso dell’esecuzione del studio.

Alcune importanti considerazioni. L’esecuzione di uno studio clinico è onerosa dal punto di vista economico. È nostra intenzione continuare a finanziare il PACT-21, iniziativa di ricerca clinica dedicata ai pazienti, diversa dalla ricerca di base fatta nei laboratori. Chi deciderà di finanziare Codice Viola saprà a priori dove saranno impegnati i soldi raccolti e perché si è deciso di finanziare alcune iniziative. Inoltre siamo impegnati a cambiare il ruolo dei pazienti negli studi clinici richiedendo che vengano prese in considerazioni alcune istanze della nostra comunità. Per questa ragione vi chiediamo di continuare a darci supporto.

La donazione di 30.000 euro da parte di Codice Viola è stata resa possibile dalla generosità della comunità del tumore pancreas. Alcune di queste persone non sono più con noi. Vogliamo ricordarne due che, in diversi modi, hanno contribuito a questo risultato: Fausta e Francesca. La retorica liturgica non ci appartiene, ma il peso della loro mancanza è molto forte. Altrettanto grande è il dispiacere che non possano vedere e gioire dei risultati del loro impegno.

Per chi fosse interessato, maggiori dettagli sullo studio clinico PACT-21 sono disponibili a questo link: https://bit.ly/PACT-21-STU.

Intervista a Michele Reni su Mutazione BRCA e tumore del pancreas

Mutazione BRCA, cura e prevenzione del tumore del pancreas

In questa intervista l’oncologo Michele Reni, S. Raffaele di Milano, medico da tempo impegnato sul tema delle mutazioni BRCA per il tumore del pancreas, ci offre un aggiornamento sullo stato dell’arte delle cure e delle possibilità di prevenzione.

Negli ultimi tre anni le mutazioni ereditarie BRAC1/2 hanno ricevuto molta attenzione nell’ambito delle cure del tumore pancreas. I  portatori di queste mutazioni, infatti, rappresentano una fascia della popolazione dei pazienti a cui si possono prescrivere protocolli di cura mirati sia per le cure iniziali, la cosiddetta prima linea, sia per le terapie di mantenimento. Inoltre,  la presenza di una mutazione BRCA in un paziente può essere utilizzata come criterio di screening per i suoi familiari e individuare l’eventuale presenza si un aumentato rischio di ammalarsi anche di altri tumori: mammella, ovaio, prostata.

Il dott. Michele Reni ha fatto parte del comitato scientifico che ha progettato e condotto la sperimentazione clinica POLO i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine, “Maintenance Olaparib for Germline BRCA-Mutated Metastatic Pancreatic Cancer”. Tali risultati hanno portato poi all’approvazione da parte della FDA del farmaco Olaparib per le fasi di mantenimento della malattia a valle di protocolli a base di derivati del platino nei pazienti metastatici portatori di mutazioni BRCA. Il farmaco, ad oggi, non è stato approvato in Italia, ma è disponibile attraverso un programma speciale di accesso allargato, espande access, finanziato dalle aziende Astra Zeneca e Bristol Myers Squibb, su richiesta motivata dell’oncologo. 

Inoltre, il dott. Reni ha coordinato uno studio epidemiologico a livello nazionale, “Germinal BRCA1-2 pathogenic variants (gBRCA1-2pv) and pancreatic cancer: epidemiology of an Italian patient cohort, che ha verificato come il 9% di tutti i pazienti affetti da tumore del pancreas di età inferiore ai 74 anni  siano portatori di una mutazione ereditaria BRCA . Questo studio ha, di conseguenza, delle importanti implicazioni dal punto di vista terapeutico  essendo noto che tali pazienti rispondono bene a protocolli a base di derivati platino. Inoltre  lo studio apre anche delle prospettive per l’utilizzo di altri farmaci. 


Queste sono le ragioni per cui come associazione pazienti Codice Viola siamo impegnati a promuovere nelle regioni italiane l’utilizzo del test per verificare la presenza di mutazioni BRCA per i nuovi pazienti al di sotto dei 74 anni con diagnosi di tumore al pancreas indipendentemente dallo stadio della malattia.

Le domande nell’intervista sono le seguenti:

00:00 – Introduzione

00:26 – Si sente molto parlare della mutazione BRCA. Cos’è?

01:10 – Perché la mutazione ereditaria BRCA ha rilevanza nel tumore del pancreas?

01:47 – Quali sono i protocolli disponibili per i pazienti con mutazione ereditaria BRCA?

04:50 – Cos’ è e quando bisogna fare per fare il test genetico?

05:35 – Raccomanda il test BRCA tutti i nuovi pazienti? E se si perché?

08:29 – Il test BRCA è incluso nelle linee- guida AIOM sul tumore del pancreas?

12:10 – Chi avvia la richiesta del test per la mutazione BRCA?

14:48 – Quali sono i protocolli di cura a base di derivati del platino?

2021 – Insieme per la cura e la ricerca sul pancreas

Il 2020, come tutti gli anni, è stato un anno difficile per i pazienti con tumore al pancreas. Il COVID-19 ha però complicato la disponibilità di indagini diagnostiche e la continuità delle cure. Ha decisamente piovuto sul bagnato. Tutti ci siamo dovuti confrontare con una situazione totalmente nuova a cui siamo anche arrivati impreparati. L’aspetto più importante: la rete di solidarietà che si è sviluppata per dare supporto a tutta la comunità e per mantenere alta l’attenzione su questa patologia.

Un anno fuori dalle righe

Il 2020 è stato un anno molto diverso da come molti di noi se lo erano prefigurato. Un anno in cui tutti abbiamo dovuto imparare a fare i conti con l’incognita del futuro anche molto prossimo. Un anno, purtroppo, in cui a causa della pandemia di Covid-19 il nostro rapporto con la sanità è stato stravolto.

La sanità in tilt  

Per Codice Viola è stato un anno denso di attività e di impegni, spesso finalizzati ad aiutare tutti quei pazienti di tumore al pancreas che si sono trovati ad affrontare questa difficile malattia in un periodo di grandissima difficoltà per il Sistema Sanitario Nazionale.  Con un sondaggio diffuso tra i pazienti oncologici, abbiamo fotografato lo stallo improvviso in cui si sono ritrovati a causa della pandemia, per poi denunciare pubblicamente la situazione, dati in mano, attraverso il nostro blog, e interviste su stampa nazionale e internazionale, su telegiornali e radio. Non solo denuncia, abbiamo aiutato ad orientarsi nel mondo delle cure centinaia di pazienti, parlato con i loro caregiver, indicato dove potersi rivolgere per ricevere le cure necessarie.

Teppisti nel cuore e nelle gambe

Abbiamo orgogliosamente organizzato il primo Trekking di pazienti con adenocarcinoma pancreatico (battezzato la TEPPA) che per tre giorni ci ha portato nella zona di Populonia-Baratti a camminare insieme e scoprire posti straordinari. Camminando al passo del più lento (che spesso non era un paziente ma un caregiver), siamo arrivati tutti insieme alla meta.

Anche noi dobbiamo mangiare     

Abbiamo mantenuto al posto d’onore delle nostre attività di divulgazione il tema della nutrizione per i pazienti con tumore al pancreas, proseguendo fino al lock-down gli incontri di social cooking a Milano; curando un seminario specifico sulla nutrizione con interventi di quattro specialisti; promuovendo una serata di cucina con lo chef in studio e due pazienti a casa che hanno cucinato in sincrono e in diretta tre ricette molto interessanti.

Impazienti di pancreas  

Abbiamo dato voce a una comunità di pazienti che si incontrano e confrontano tra loro in un gruppo di mutuo-aiuto, che è ormai un “luogo” di sostegno, informazione, divertimento, riflessione imprescindibile per molti di noi.

Rivoluzionare le cure  

Contemporaneamente abbiamo lavorato per contribuire a produrre il cambiamento assolutamente necessario nel modo in cui sono organizzate le cure del tumore al pancreas in Italia, contribuendo all’elaborazione della risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale della Lombardia per l’istituzione delle Pancreas Unit. Sullo stesso tema abbiamo avuto un confronto molto proficuo con la segreteria tecnica del Ministero della Salute.

Un piccolo contributo alla scienza

Nel corso dell’anno Codice Viola ha contribuito attraverso le competenze dei suoi associati alla gestione e analisi di dati in due articoli scientifici sullo stato della chirurgia pancreatica Italia [1] e la distribuzione in Lombardia dei centri di eccellenza per la cura del tumore del pancreas  [2].

Find the money 

A Novembre abbiamo infine avviato una massiccia raccolta fondi per finanziare la sperimentazione indipendente PACT-21 che vedrà coinvolti 22 ospedali, diversi dei quali nel centro-sud del paese.

Tutto qua? 

Per continuare a lavorare e raggiungere obiettivi importanti abbiamo bisogno di una rete che ci appoggia, ci sostiene, crede in quel che facciamo.  


Grazie quindi a tutti coloro che ci hanno sostenuto in varie forme in questi 12 mesi!!!


E, soprattutto, non accontentiamoci. Le cure proseguono, la ricerca pure, la malattia non conosce le feste, così come il nostro impegno. Fatevi un regalo adesso per il nuovo anno e contribuite alla ricerca, senza rinviare niente ai buoni propositi del 2021. COVID-19 ci ha insegnato l’importanza e il valore della ricerca e la necessità di agire ora.

Dalla nostra parte

Parte in questi giorni il PACT-21, una sperimentazione che coinvolge 22 ospedali dell’intero paese. La sua diffusione in diversi ospedali permetterà a molti pazienti di partecipare a uno studio innovativo senza dover attraversare la penisola, ottenendo così cure all’avanguardia

Il PACT-21 cerca di trovare quali siano le scelte curative più efficaci per un approccio neoadiuvante, cioè di trattamento prima dell’intervento (chemioterapia), per i pazienti con tumore resecabile o ai limiti della resecabilità; fondamentalmente pazienti con tumore allo Stadio I, Stadio II e Stadio III.

Si tratta di una sperimentazione indipendente – e quindi non finanziata dalle case farmaceutiche, la sua realizzazione dipende strettamente dalla capacità delle associazioni di pazienti di raccogliere fondi sufficienti per finanziarla. Perché è facile criticare le case  farmaceutiche, ma poi qualcuno i soldi ce li deve pur mettere. E noi tutti, una goccia per volta, possiamo fare la differenza.

Noi pazienti – Alessandra, Maurizio, Francesca, Emilio, Ester, Chiara, Patrizia, Paolo e tanti altri – ci siamo riuniti e abbiamo deciso che era giunta l’ora di metterci la faccia in prima persona, e impegnarci a diffondere e spiegare il più possibile di cosa si tratta e perché ci serve la collaborazione di tutti. Stavolta non c’è lo Stato, le case farmaceutiche o gli “altri” in genere. Alla base del lavoro del prossimo triennio ci siamo noi pazienti, i nostri familiari, i nostri amici. E tutti coloro che ci circondano. Quindi tutti voi. Dei frutti della sperimentazione potremo usufruire in tanti, perché ogni sperimentazione fatta bene accresce la conoscenza per tutti i pazienti e per tutto l’ecosistema: medici, ospedali, istiuzioni. Come potrete vedere nei prossimi giorni, siamo persone di età le più diverse, da poco più di 30 anni, magari sposati da poco, con figli piccoli, con un lavoro avviato da poco, ai 70, in pensione felici di avere tempo da dedicare alle nostre passioni. 

Perché il tumore al pancreas, è così: colpisce giovani e anziani, donne e uomini, sportivi e pigri, alti e bassi, ricchi e poveri. Colpisce silenziosamente, spesso senza farsi notare finché non è in fase avanzata. Noi abbiamo tutti la fortuna di esserci ammalati in tempi recenti, ma fino a dieci anni fa c’era fondamentalmente un unico farmaco per la chemioterapia. Nonostante la scarsità degli investimenti privati e pubblici nella ricerca sul tumore al pancreas, sono stati fatti comunque notevoli passi avanti. Non basta certo, ma sappiamo che le sperimentazioni possono fare veramente la differenza. Ogni sperimentazione fatta bene apporta nuove informazioni e nuove possibilità di cura

Migliorare le opzioni terapeutiche per chi ha un tumore così aggressivo è questione urgente: urgente ed essenziale per noi che già ci siamo dentro, ma anche per quei tanti – e saranno sempre di più – che si ammaleranno di adenocarcinoma pancreatico nei prossimi anni. Vorremmo tutti insieme contribuire a rendere più positiva la loro cura, e ad allungare quelle statistiche sulla nostra sopravvivenza che tanto ci danno ansia. Ci servono molte persone al nostro fianco. Abbiamo bisogno del tuo aiuto. Unisciti anche tu! 

Trovi qui informazioni più specifiche sul PACT-21, insieme all’elenco degli 22 ospedali coinvolti, delle città e dei rispettivi referenti.

A cura dei Pazienti

Sostieni la diffusione dello Studio con una donazione, anche piccola, puoi usare bonifico o Paypal.

PACT-21 copertina

PACT-21, Studio Clinico Randomizzato di Fase II

AIFA ha approvato lo studio randomizzato di Fase II di confronto tra la chemioterapia pre-operatoria, o neoadiuvante, mFOLFIRINOX con la PAXG in pazienti affetti da adenocarcinoma del pancreas resecabile e borderline, ovvero ai limiti della resecabilità. Lo studio è randomizzatoindipendente, finanziato da alcune associazioni pazienti e non da aziende farmaceutiche, e multicentro, con la partecipazione di 22 ospedali distribuiti sul territorio nazionale. Lo studio ha anche il supporto della società scientifica AISP, Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas.

Motivazioni e organizzazione dello studio PACT-21

Il contesto attuale

Ad oggi il riferimento per i tumori resecabili è l’intervento chirurgico seguito dalla somministrazione della chemio. Lo schema riferimento per la chemioterapia post-intervento, chemio adiuvante, è l’mFOLFIRINOX, FOLFIRINOX modificato, protocollo che migliora significativamente la sopravvivenza dei pazienti rispetto al trattamento con la sola gemcitabina. 

Se da un lato è vero che il trattamento chemioterapico adiuvante prolunga la sopravvivenza complessiva dei pazienti affetti da tumore al pancreas sottoposti a intervento chirurgico, purtroppo il 65-90% dei pazienti sottoposti a intervento sviluppa una recidiva a 2 anni dall’intervento resettivo.

Va anche tenuto conto che molti dei pazienti sottoposti a intervento non riescono a beneficiare della chemio adiuvante a causa di complicazioni e stato di forma fisica non adeguato.

I risultati di un precedente studio randomizzato multicentrico di Fase II italiano condotto nei pazienti con tumore del pancreas resecabile, il PACT-15, ha riportato un raddoppiamento della sopravvivenza a 5 anni con l’impiego della chemioterapia per 3 mesi prima e 3 mesi dopo l’intervento rispetto alla stessa chemioterapia utilizzata per 6 mesi dopo l’intervento.

Queste sono le premesse per cercare di validare un approccio differente che risparmi interventi non efficaci visto l’attuale tasso di recidive.

Perché lo studio clinico PACT-21

In tale contesto la chemioterapia pre-operatoria, chemio neoadiuvante, può offrire una serie di vantaggi teorici in quanto permette di trattare precocemente eventuali micrometastasi, aumenta negli interventi chirurgici il tasso di resezione R0, mancanza di cellule tumorali sulla trancia di resezione, elimina i linfonodi metastatici, N0, e permette una migliore diffusione del farmaco nei tessuti. 

Ad oggi ci sono scarsissimi dati per definire quale schema di chemioterapia sia più efficace nell’affrontare la malattia e non è chiaro quale sia la durata ottimale della chemio pre-operatoria (4 o 6 mesi), . 

Nel 2018 sono stati pubblicati i risultati di un nuovo protocollo per la cura del tumore del pancreas localmente avanzato e metastatico, lo schema chemioterapico PAXG (cisplatino, Abraxane (nab-paclitaxel), capecitabina e gemcitabina) che ha ottenuto risultati promettenti in uno studio randomizzato di Fase II in cui è stato paragonato al trattamento con gemcitabina + Abraxane (nab-paclitaxel).

Da questi risultati nasce l’idea di confrontare l’efficacia dei protocolli mFOLFIRINOX e PAXG nel contesto dei tumori del pancreas resecabili o borderline nello studio clinico randomizzato di Fase II PACT-21.

Come funziona lo studio PACT-21

Lo schema allegato mostra la randomizzazione-1 prima della chemio neoadiuavante per assegnare i pazienti al braccio PAXG o al braccio mFOLFIRINOX. Dopo 4 mesi di chemioterapia, la ri-stadiazione valuta la risposta della malattia. Per i pazienti che hanno progressione di malattia si valutano altre opzioni chemioterapiche e si evita un intervento che con alta probabilità porterebbe ad una recidiva. Per i pazienti che non progrediscono viene effettuata la randomizzazione-2 assegnandoli a due ulteriori bracci: uno che va all’intervento subito per poi ricevere 2 mesi di chemio dopo la chirurgia; l’altro invece prosegue con due mesi di chemioterapia e, alla fine dei 6 mesi di chemio viene di nuovo sottoposto a stadiazione per decidere se andare all’intervento o meno. 

Alcune importanti considerazioni 

PACT-21 è uno studio randomizzato, il riferimento ottimale a livello scientifico per validare l’efficacia di un protocollo di cura.

PACT-21 è uno studio clinico indipendente, in altre parole non sarà finanziato da aziende farmaceutiche, quindi l’impianto progettuale dello studio è focalizzato sui benefici per i pazienti ed è esente da influenze di ritorno economico del progetto. Per queste ragioni lo studio sarà finanziato dalle associazioni pazienti, tra queste:

  1. Codice Viola
  2. My Everest
  3. Pierluigi Natalucci

ed è ragionevole aspettarsi che la comunità dei pazienti contribuisca economicamente alla realizzazione dello studio.

Inoltre lo studio è sponsorizzato dalla società scientifica AISP, Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas.

PACT-21 è uno studio multicentro e coinvolgerà 22 ospedali italiani, alcuni di questi nel centro-sud del paese. Questo è un risultato straordinario perché vede la partecipazione di tutti i maggiori centri insieme ad altri sparsi per l’Italia dando più credibilità e qualità scientifica ai risultati che verranno raggiunti. L’importante coinvolgimento di alcuni ospedali del centro-sud contribuirà a diminuire lo svantaggio in termini di offerta di cura per quelle regioni del nostro paese. 

Di seguito la lista degli ospedali partecipanti a PACT-21 che dopo l’approvazione dell’AIFA dovranno attivare le procedure interne di approvazione dei propri comitati etici. Dopo l’approvazione dei propri comitati etici i singoli ospedali potranno cominciare a coinvolgere i pazienti nello studio.

Lista degli ospedali partecipanti

  1. Ospedale S. Raffaele di Milano, Dr. Michele Reni (Centro Coordinatore)
  2. Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Dr Barbara Merelli
  3. Ospedale Sant’Orsola di Bologna, Dr.ssa Maria Cristina Di Marco
  4. Ospedale Careggi, Dr.ssa Elisa Giommoni
  5. Istituto Oncologico Romagnolo-Meldola, Dr. Luca Frassinetti
  6. Ospedale Humanitas, Milano Dr.ssa Lorenza Rimassa
  7. Ospedale Niguarda-Milano, Dr.ssa Katia Bencardino
  8. Istituto Oncologico Veneto-Padova, Dr.ssa Sara Lonardi
  9. Università di Pisa, Dr. Enrico Vasile 
  10. Policlinico Gemelli-Roma, Dr. Giampaolo Tortora
  11. Mauriziano-Torino, Dr. Alessandro Ferrero
  12. Ospedale di Verona, Dr Michele Milella
  13. Ospedale di Vicenza, Dr. Giuseppe Aprile*
  14. Ospedale di Aviano, Dr.ssa Angela Buonadonna*
  15. Istituto Oncologico di Bari, Dr. Nicola Silvestris*
  16. Poliambulanza di Brescia, Dr. Alberto Zaniboni*
  17. Policlinico di Monserrato-Cagliari, Dr. Mario Scartozzi*
  18. Ospedale di Macerata, Dr. Nicola Battelli*
  19. Ospedale di Napoli Federico II, Dr. Roberto Bianco*
  20. Ospedale Civico di Palermo, Dr Livio Blasi*
  21. Ospedale di Treviso, Dr. Marco Massani
  22. Ospedale di Udine, Dr.ssa Nicoletta Pella*

* solo oncologia 

 

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Togliere il freno al sistema immunitario: lo studio COMBAT

L’immunoterapia non ha prodotto risultati nel trattamento del tumore del pancreas a eccezione dei pochi casi di tumore che presentano un particolare profilo genetico, l’instabilità microsatelliti. I recenti risultati della sperimentazione di Fase II COMBAT aprono uno spiraglio di speranza. Ci si augura che la successiva sperimentazione di Fase III fatta su un numero di pazienti significativi apra la strada all’introduzione di terapie immunoterapicheanche per il tumore del pancreas

In un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Medicine, https://www.nature.com/articles/s41591-020-0880-x, sono stati presentati i dati dello studio COMBAT. In questa sperimentazione è stata valutata l’attività di una nuova combinazione di diversi  farmaci immunoterapici per il trattamento del tumore del pancreas. In particolare la combinazione utilizzata avrebbe lo scopo di eliminare il freno imposto dal tumore al pancreas sul sistema immunitario. In questo modo verrebbero riattivate le cellule che, in condizioni normali, sono deputate a eliminare le cellule tumorali. COMBAT è uno studio di Fase II; sarà quindi necessario un ulteriore studio di Fase III per avere dati traducibili in una nuova cura, ciò che più sta a cuore alla comunità del tumore al pancreas.

Nello studio sono stati testati:

  • il Pembrolizumab,  farmaco immunoterapico che si è rivelato efficace nei pazienti con tumore al pancreas che presentano un particolare profilo genetico chiamato instabilità dei microsatelliti,
  • il BL-8040 un nuovo farmaco che dovrebbe migliorare la risposta immunitaria generata dal Pembrolizumab contro il tumore.

I farmaci sono stati somministrati a due gruppi di pazienti in concomitanza o meno alla  chemioterapia.   

Una doverosa avvertenza: lo studio, purtroppo, non ha previsto un gruppo di pazienti di controllo a cui venisse somministrato il trattamento di cura standard per il tumore del pancreas. Questo prassi utilizzata normalmente durante uno studio clinico controllato ed è il miglior modo per avere dei risultati che siano il più possibile affidabili e indicativi di una migliore efficacia del farmaco sperimentale rispetto alla trattamento standard .

Ritornando allo studio COMBAT e analizzando i dati ottenuti con la sola combinazione immunoterapica si vede che questa induce un aumento di sopravvivenza di circa 3.3 mesi. Solo in uno dei pazienti trattati dei 37 e coinvolti nello studio si è ottenuto una riduzione delle dimensione della massa tumorale.

I risultati della combinazione immunoterapica con la chemioterapia sembrano essere più promettenti seppur ancora molto preliminari. In particolare in questo caso circa 7 pazienti su 22 hanno sperimentato una diminuzione delle dimensioni della massa tumorale. Visto questo dato incoraggiante, l’azienda produttrice del nuovo farmaco BL-8040 sembra intenzionata a finanziare lo studio di Fase III.

Lo studio COMBAT, seppur preliminare, rappresenta il primo esempio di trattamento immunoterapico attivo nel tumore al pancreas.